
Quando si sceglie un'offerta di energia elettrica o gas sul mercato libero, la prima grande distinzione riguarda il tipo di prezzo della materia prima: fisso oppure variabile (indicizzato). Capire la differenza è il punto di partenza per una scelta consapevole.
Il prezzo fisso
Con un'offerta a prezzo fisso, il costo della componente energia resta bloccato per un periodo definito, in genere 12 o 24 mesi. Il vantaggio principale è la stabilità: si è protetti dai rialzi improvvisi del mercato e si può pianificare la spesa con maggiore serenità. Lo svantaggio è che, se i prezzi di mercato scendono, non se ne beneficia fino alla scadenza.
Il prezzo variabile
Con un'offerta a prezzo variabile, il costo della materia prima segue l'andamento dei mercati all'ingrosso: per l'energia elettrica il riferimento più comune è il PUN (Prezzo Unico Nazionale), per il gas i principali indici europei. Questa formula può risultare più conveniente nei periodi di prezzi bassi, ma espone alle oscillazioni, anche al rialzo.
Qual è la scelta migliore?
Non esiste una risposta valida per tutti. Chi predilige la tranquillità e vuole evitare sorprese tende a preferire il prezzo fisso; chi è disposto a seguire il mercato in cambio di potenziali risparmi può orientarsi sul variabile. Contano molto anche l'entità dei consumi e il momento di mercato.
Per questo il nostro servizio di consulenza gratuita analizza insieme al cliente la sua situazione specifica e i suoi consumi reali, aiutandolo a individuare la formula più adatta senza scelte affrettate.